1 Settembre 2017

L'era robotica e l'impegno del legislatore
Angela Maria Scullica

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale solleva problematiche giurisprudenziali del tutto nuove che sono destinate ad assumere nel giro di poco tempo un peso rilevante. I rischi, spesso difficili da identificare, e le opportunità connesse a una società sempre più tecnologica non possono infatti prescindere da una serie di interventi di carattere giuridico normativo ad oggi  inesistenti. Basti solo pensare all’Internet delle cose che, nel momento in cui entrerà a far parte della nostra vita quotidiana, ci porrà davanti a pericoli derivanti dall’attuabilità di pratiche di controllo sempre più pervasive e nascoste, capaci di mettere a rischio diritti e interessi che costituiscono patrimonio della nostra civiltà giuridica. Non solo, ma più gli oggetti saranno in grado di parlarsi tra loro e di scambiarsi informazioni, più si renderà indispensabile l’elaborazione di modelli di governance del web capaci di combattere le nuove forme di prevaricazione e di criminalità che inevitabilmente saranno rese possibili da un esteso e profondo uso della rete. Con l’avanzare degli studi scientifici, il cui ritmo negli ultimi tempi sta subendo una brusca accelerazione, cambiano in modo radicale le fondamenta della nostra società così come è stata vissuta e pensata nel periodo che va dal dopoguerra ai primi anni duemila, quando cioè il mondo non era ancora fortemente interconnesso e interrelato come quello attuale, grazie allo sviluppo della rete. E, per venire incontro ai nuovi bisogni sollevati dallo sviluppo tecnologico limitandone, nello stesso tempo, i rischi, anche l’adeguamento del diritto dovrà avvenire a ritmi serrati. A questo proposito un argomento destinato a prendere sempre più piede nei prossimi anni è la Roboetica, ovvero l’etica applicata agli aspetti legali e sociali della robotica e delle sue delle applicazioni. Già lo scorso febbraio il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di elaborare una serie di “principi etici di orientamento che riflettano la complessità della robotica e delle sue numerose implicazioni sociali, mediche, bioetiche”; dichiarandosi inoltre del parere che, per integrare le raccomandazioni legali della relazione e l’acquis nazionale e dell’Unione esistente, sia necessario un quadro etico di orientamento chiaro, rigoroso ed efficiente per lo sviluppo, la progettazione, la produzione, l’uso e la modifica dei robot. La richiesta del Parlamento derivava innanzitutto dall’imminente necessità di disciplinare le responsabilità e il codice di comportamento relativo alle automobili senza guidatore che si affacceranno sul mercato nei prossimi anni. A chi può essere attribuita la colpa in caso di incidenti, al progettista? Al produttore? All’utente finale? Come devono evitare gli ostacoli che si possono presentare nel loro percorso? Quale tipo di assicurazione va applicata e via dicendo. Come si può facilmente intuire le questioni sul tappeto già da ora sono molteplici e di diversa natura. Spaziano infatti dall’etica alla filosofia, dal sociale al legale. Sappiamo già che va urgentemente definita e messa a punto una disciplina per i droni ma, quando avremo a che fare con robot che agiscono in modo del tutto autonomo apprendendo dall’esperienza e affrontando efficacemente una quantità sempre più ampia di situazioni e di problemi, l’impegno del legislatore crescerà in maniera esponenziale. Gli scienziati e gli studiosi che si occupano della materia avvertono che l’uomo arriverà in breve a progettare robot talmente efficienti, autonomi, preparati e intelligenti che possono alla fine essere paragonabili a vere e proprie persone giuridiche con diritti e doveri da rispettare. Stando quindi alla velocità con la quale avanza nel mondo la ricerca del settore, si può pensare che nei prossimi anni il legislatore sarà chiamato ad affrontare la convivenza tra uomini e robot intelligenti mentre il diritto dovrà da un lato ridisegnare una società che consenta di utilizzare queste macchine pensanti nel modo migliore possibile e, dall’altro, difendere la società dall’uso scorretto e malevole a cui queste macchine potrebbero essere soggette. La grande trasformazione in atto nella quale la nostra società, per come è stata vissuta finora, sta entrando apre quindi scenari del tutto inediti per il settore legale.



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L'EDITORIALE
L'era robotica e l'impegno del legislatore

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